Iniziativa

„Per il diritto, la giustizia, la correttezza e un rispetto reciproco nella Chiesa cattolica“

– Gli iniziatori

Chi siamo

Siamo cristiani cattolici, che sostengono il sincero desiderio di chiarimento del cardinale Rainer Maria Woelki. Chiediamo fermamente lealtà e giustizia, specialmente nei confronti dell’arcivescovo. Consideriamo la nostra richiesta un appello per un dialogo, che riteniamo necessario per fare chiarezza sempre e comunque al servizio della verità e del rispetto.

Lettera aperta:

Gentili Signore e Signori,

La realtà degli abusi sessuali e le dimensioni del fenomeno venute alla luce negli ultimi anni nell’ambito della Chiesa cattolica, ci hanno turbato profondamente. Siamo addolorati di fronte alla sofferenza indicibile che è stata inflitta a bambini e ragazzi ed esigiamo un’indagine adeguata su tutte le circostanze inerenti. Speriamo inoltre che l’esperienza della Chiesa nella gestione di questo capitolo estremamente triste della sua storia incoraggi anche altre istituzioni all’interno della società ad avviare in maniera trasparente e onesta i processi necessari di chiarimento e risanamento, laddove si siano verificati abusi sessuali su minori. Si tratta, alla fin fine, di proteggere i nostri bambini in maniera efficace. Siamo a conoscenza del fatto – e ci dispiace – che nel processo di revisione iniziato nell’Arcidiocesi di Colonia siano stati commessi errori, i quali sembrano oscurare la sincera preoccupazione dei responsabili. Modi di agire criticabili non devono essere taciuti. L’obiettivo deve essere quello di una revisione e di un chiarimento a completo servizio della verità.

Noi abbiamo fiducia nel processo di accertamento

Correttezza e giustizia tuttavia – soprattutto in momenti di grande emotività – sono dovute nei confronti di ogni persona. Per questo motivo abbiamo fiducia nel lavoro di chiarimento che il Cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, e i suoi collaboratori stanno portando avanti da anni. Percepiamo con grande speranza e fiducia quanto di buono è già stato fatto in questi anni nella Chiesa cattolica in generale e nell’Arcidiocesi di Colonia in particolare, per quanto riguarda la prevenzione e l’aiuto alle persone colpite. Lo stesso arcivescovo di Colonia ha dimostrato ripetutamente nelle sue numerose iniziative, dichiarazioni, prese di posizione e decisioni quanto sia determinato ad utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per garantire che, se possibile, gli abusi sessuali non si ripetano mai più nella Chiesa cattolica. Ciò include anche la necessaria revisione della gestione di tali casi da parte dei responsabili, l’identificazione delle lacune e l’applicazione risoluta di eventuali conseguenze. Si deve evitare, a tutti i costi, un falso rispetto, anche se questo potrebbe essere doloroso per alcuni. Tuttavia tutto ciò può avvenire solo sulla base di fatti pienamente documentati e obiettivi.

Il cardinal Woelki è stato il primo vescovo tedesco a commissionare una tale perizia basata sulla consultazione degli archivi della propria diocesi. Questa è una buona decisione e la commissione di una perizia è una prassi di comprovata efficienza. Il cardinale inoltre ha stabilito che la perizia venga pubblicata e, in segno di trasparenza e di veridicità del suo desiderio di portare luce sulla questione, si è impegnato a non esaminarla personalmente prima della sua pubblicazione.

Questioni giuridiche legate al diritto di espressione

Ponendosi l’obiettivo della pubblicazione però, iniziano le questioni giuridiche legate al diritto di espressione: una perizia, anche se redatta da uno studio legale, rimane comunque una perizia privata, che non può sostituire un’azione giudiziaria pubblica né una ecclesiastica. Pertanto non è nemmeno ammissibile, con una simile perizia privata, imputare una responsabilità o addirittura una condanna apertamente senza una prova sufficiente dei fatti. Per questo motivo il cardinal Woelki ha fatto esaminare a due diversi avvocati specializzati l’idoneità della prima perizia secondo il diritto di espressione e ha ricevuto la valutazione unanime che essa non soddisfa i requisiti necessari.

L’accusa che il cardinal Woelki avrebbe trattenuto la perizia effettuata equivale in definitiva all’accusa che egli è disposto a rispettare l’ordinamento giuridico. La disponibilità a rispettare la legge in vigore è una cosa ovvia che ci si deve aspettare anche e soprattutto da un vescovo. L’arcivescovo soddisfa questi requisiti di una condotta rispettosa della legge. Sarebbe assurdo accusarlo della mancanza di volontà di chiarimento o addirittura di volontà di insabbiamento, a motivo della sua attenzione giuridicamente dovuta.

Noi sosteniamo il cardinal Woelki

Per questo motivo sosteniamo l’iniziativa del cardinal Woelki di aver commissionato una seconda perizia giuridica sulla gestione degli abusi sessuali, che dovrebbe fornire anche una sicurezza giuridica in termini di diritto di espressione. Questa seconda perizia, che è attualmente in fase di preparazione da parte dello studio legale del Prof. Björn Gercke e sarà pubblicata il 18 marzo 2021, secondo le conoscenze attuali prenderà in esame tutti i 236 casi noti fino ad oggi. Questa seconda indagine commissionata dal cardinal Woelki è pertanto la più completa che sia mai stata elaborata in una diocesi in Germania. Perché alla mole dei crimini commessi deve corrispondere la cura di una revisione realistica e completa, in modo da poter realizzare cambiamenti efficaci in futuro.

Per quanto riguarda la sua gestione del caso del sacerdote O., il cardinal Woelki ha assicurato espressamente che nel caso venisse riscontrato dal Vaticano un comportamento sbagliato, questo porterebbe a tutte le dovute conseguenze, anche per la sua persona. Lui stesso si è già rivolto al Papa a tale proposito, affinché il caso venga chiarito. Noi crediamo alle sue parole e siamo fiduciosi che la Chiesa cattolica sia in possesso degli strumenti necessari per raggiungere anche in questo caso un risultato che sia a servizio della verità.

Sappiamo che la sollecitudine del cardinal Woelki per annunciare il Vangelo in parole e opere in maniera credibile viene percepita e riconosciuta come tale da molte persone. Chiediamo con insistenza che anche nella presente controversia ci sia un giusto approccio nei confronti dei fatti e della persona del cardinale, il quale merita più solidarietà e lealtà, ma anche più rispetto e correttezza di quanto stia sperimentando in questi giorni.

Colonia, 5 febbraio 2021

Si segnala che in una precedente versione del nostro appello era stato scritto che il primo rapporto prendeva in considerazione e valutava solo 15 casi. Si intendeva che 15 casi sono stati presentati nel rapporto a mo‘ di esempio.

Primo firmatario

– Tobias Graf Bernstoff, Bedburg
– Hermann Gerbaulet, Berlin
– Achim Greif, Remagen
– Josef Irl, Mindelstetten-Imbath
– Teresa und Christoph Konopka, Bonn
– Maria Kurz, Bonn
– Martine und Jürgen Liminski, Bonn

– Gabriele und Klaus Pott, Bonn
– Andreas Reimann, Köln
– Jeffrey Schroedinger, Regensburg
– Nataly und Rüdiger von Stengel, Bonn
– Cäcilia und Johann Baptist Wehler, Köln
– Karolin und Walter Wehler, Köln
– Angela Maisondieu, Bonn

– Ailen und Thibaut Liminski, Bonn
– Flavia und Tobias Liminski, Regensburg
– Heike und Martin Lohmann, Bonn
– Andreas und Clara Lorenz, Regensburg
– Benjamin Marx, Köln
– Thomas Mertz, Bonn
– Thomas Pöppinghaus, Bonn

Diventare sostenitore

Se anche Voi siete dell’opinione, che nel confronto attuale si necessiti di un approccio più giusto nei confronti dei fatti e della persona del cardinale, aggiungete il Vostro nome alla lista dei sostenitori della nostra iniziativa:
Per il diritto, la giustizia, la correttezza e un rispetto reciproco nella Chiesa cattolica

Equità nella chiesa

Per il diritto, la giustizia, la correttezza e un rispetto reciproco nella Chiesa cattolica. Siamo cristiani cattolici, che sostengono il sincero desiderio di chiarimento del cardinale Rainer Maria Woelki. Chiediamo fermamente lealtà e giustizia, specialmente nei confronti dell’arcivescovo. Consideriamo la nostra richiesta un appello per un dialogo, che riteniamo necessario per fare chiarezza sempre e comunque al servizio della verità e del rispetto.

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